Attrazioni Mentali

ATTRAZIONI MENTALI

La mia idea di libertà, in montagna, è poter cercare qualcosa che ancora non conosco bene nemmeno io.

Ci sono montagne che finiscono quando torno a casa.
E poi ci sono quelle che iniziano dopo.

Questa pagina raccoglie ciò che mi abita adesso: intuizioni, fotografie, linee sulla mappa e domande ancora aperte.

Non importa se c’è un sentiero, una cresta o soltanto un’idea.

Alcune sono esplorazioni selvagge.
Altre sono montagne apparentemente normali che, per qualche motivo, non riesco a lasciar perdere.

È un laboratorio.

O forse una forma di ossessione.

MOREGALLO – 2026

Versante Nord – Valle dell’Inferno
Parete EST – Costone della Teleferica

Una montagna che continua a soprendermi.

Un versante quasi sconosciuto.

Ed era esattamente quello che cercavo.

Indicazioni rare, una sete crescente di scoperta.

Un’ossessione durata settimane.
Un’ossessione che divenne studio.
Lo studio ostinato divenne una linea.

Poi un’altra.

Fino a creare una mappa mentale, tutta da verificare sul posto.

In solitaria.

Una parete che incute timore solo a guardarla.

Verticale e austera, a picco sul Lago di Como.

Vaghe tracce di percorsi dimenticati testimoniano un’epoca in cui si rischiava la vita per lavorare.

Difficoltà di orientamento serie.

Uno studio ancora più ossessivo.
Linee da immaginare.
Percorsi da concatenare.
Una mappa mentale tutta da costruire.

Io dovevo capire.
Dovevo andarci.

Era più forte di me.

Credo di aver capito una cosa…
Il Moregallo non ha ancora finito con me.

GRUPPO DELLE GRIGNE – 2026

Il labirinto verticale del versante Sud della Cresta di Portorella

Non ne esco più da questo enigma.

Tutto è iniziato da uno sguardo lontano.

Dal Moregallo mi chiedevo cosa si nascondesse sotto la Cresta di Portorella.

Le informazioni erano inesistenti.

Le fotografie scattate durante altre escursioni diventarono il mio materiale di studio.

Curve di livello. Satellite.
E soprattutto immaginazione.

Non dovevo verificare una mappa mentale.
Dovevo costruirla.
Là dentro.

In solitaria.

Dopo le prime esplorazioni ho capito una cosa.

Era un labirinto.

Un labirinto per masochisti.

Era un incubo.

E infatti ci tornerò.

MUNCECH – 2026

COSTA DELLA STERLERA E FIL DE LA CORVEGIA

Sono soltanto all’inizio di un mondo a parte.

Tutto è iniziato in inverno.

Una cresta vista dalla vetta del Sas Piz.

Quanto bastava per non dimenticarla.

Non era segnata sulle mappe.

Non aveva bisogno di esserlo.

Bastava guardarla.

Solo più tardi avrei scoperto che aveva un nome:

Costa della Sterlera.

Doveva essere una cresta.

Poi ne è arrivata un’altra.
E poi un’altra ancora.

La Costa della Sterlera era soltanto una porta.

Dietro si apriva un mondo di domande.

Ma ce n’era una che continuava a richiamare la mia attenzione.

Sottile.
Esposta.
Impossibile da ignorare.

Il Fil de la Corvegia.

Avevo immaginato di aggirarne alcuni passaggi.
Alla fine scelsi di affrontarli.

Arrivarono altre cime.

Il Sasso Bianco.

Il Sasso Canale.

E un giro infinito di ritorno.

Con tutta la pazienza che non avevo.

La Costa della Sterlera era l’obiettivo.

I Muncech sono diventati la destinazione.

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