DANTE NON AVEVA IL KIT
FERRATA MINONZIO ALLO ZUCCONE CAMPELLI – ZUCCO PESCIOLA – GIUGNO 2025
Tentata fuga dall'Inferno.
Dante ha dato forfait e Lucifero mi aspettava al parcheggio.
«Ahh che bella l'estate!»
Lo dicono quelli che non vivono dentro una friggitrice ad aria.
Io, invece, a giugno ero già pronta a trasferirmi in uno dei gironi dell'Inferno.
Così ho telefonato a Dante.
«Andiamo in montagna?»
«No, alla fine vado da Beatrice.»
«Sciocco. Ma dove credi che sia Beatrice? Qui a sciogliersi come una mozzarella o in Paradiso?»
Dante mi ha bidonata.
E così sono partita da sola verso lo Zuccone Campelli, con una ferrata davanti e la vaga speranza di trovare un po' di refrigerio.
Spoiler:
ho trovato il Paradiso.
E Dante si è perso una delle giornate più belle dell'estate.

Ahh che bella l’estate!
Con una fornace al posto della città, non mi resta che agonizzare in un qualsiasi girone dell’Inferno dantesco. Cerco di salire in Paradiso, ergo, in montagna. Mi sono stufata dell’Inferno, anche se avevo promesso a Dante di accompagnarlo nei vari gironi.
«Andiamo a fare una ferrata, Dante?»
«Non ho il kit, Vera. E poi, voglio andare da Beatrice.»
«Il Paradiso ti fa così schifo? Uomo di poca fede, dove pensi che sia Bice?!
Non è mica qui ad arrostire come noi.»
Niente. Dante non viene e parto in solitaria con destinazione Zuccone Campelli dalla ferrata Minonzio, che voglio tanto provare.
Me l’hanno consigliata per il fatto di non essere troppo difficile, ma nemmeno banale e a giudicare dalla location, l’ambiente dolomitico è garantito. Muoio dalla voglia di scoprire questa ferrata e di scappare dalla caldazza, per quanto possibile.
Voglio riempire il cuore di ossigeno.
Voglio la vita.
Voglio la passione.
Ipotizzo le possibilità di discesa e non mi voglio limitare alla via normale, quando posso andare in esplorazione e fantasticare un giro più interessante ed impegnativo. Ho il tempo limitato e tengo nella manica due possibilità da decidere in loco, a seconda del tempo che mi resterà a disposizione.
Ho seguito quella che mi stuzzicava tanto. Strano!
Dunque, dopo la ferrata sono arrivata fino allo Zucco Pesciola, percorrendo la cresta attrezzata con le catene. Una volta al Pesciola, voglio scendere il canale della Madonnina, corto (ma con sfasciumi, naturalmente) per poi riprendere il sentiero dell’andata verso il Rifugio Lecco.
Parto da casa che è ancora buio, voglio arrivare presto e non cuocere sotto il sole.
L’avvicinamento è lungo… sudo tanto, anche se è presto e sono all’ombra. Bevo come un cammello, anche per cercare di alleggerire lo zaino.
Mi attendono 1250 metri di dislivello positivo e un numero imprecisato di imprecazioni.
Parto a piedi da Moggio. Il primo tratto nel bosco quasi mi trasformava in una mummia che cammina, fasciata dalle tante ragnatele che prendo come pere.
Poi, arrivano loro… le mosche. Migliaia… rompono le scatole, i maroni, le ovaie, tutto quello che c’è da rompere come se non ci fosse un domani!
Non mollano.
Ok, non c’è assolutamente nessuno in giro, ma non hanno altro da fare?!
Mmmmm… mosche sempre addosso a me.
Le mosche si posano sulla… cacca.
Cosa significa tutto questo?
Io due calcoli li comincio a fare e mi vien quasi da piangere.
Non mi piace dove mi stanno portando questi ragionamenti.
Dante, aiuto!
Lascia Beatrice e vieni da me!
Calcoli a parte, arrivo alla Bocchetta Pesciola e il panorama si apre!
Finalmente, esco dal Purgatorio ed entro in Paradiso. No, aspetta… il Paradiso arriva quando sono sulla conca dei Campelli e sto per iniziare la ferrata.
Vicino al rifugio Lecco mi siedo 10 minuti a mangiare e osservo i gestori del rifugio che arrivano. Mi godo il bel tempo. Sono già bella pezzata e affronto l’ultima parte del sentiero che conduce all’attacco della ferrata Minonzio.



Ma quant’è bella questa ferrata? Ditemelo!
Sono in un anfiteatro di roccia. Qualcuno ha spostato le Dolomiti vicino a Lecco e si è dimenticato di avvisarmi. È così bella che la presenza della sola catena (che non mi esalta) passa in secondo piano.
Si, ma chi se ne importa, è tutto stupendo!
Ormai è appurato, sono nelle Dolomiti Lecchesi.
La ferrata si sviluppa tra pareti rocciose e intagli sperduti che conducono in vetta. Non è troppo difficile, ma nemmeno facile, anzi, presenta dei tratti esposti in discesa a cui bisogna prestare molta attenzione. Ad ogni passaggio capisco di essere veramente fortunata. Sono in un luogo magico e veramente speciale, a non tanti km da casa. Chi l’avrebbe detto?
Solo in Italia, mi viene da dire. Non solo in Italia, tuttavia mi son innamorata follemente delle meraviglie naturali di questo paese.
Il momento chiave della ferrata (per me) è stato quando inizio a vedere una scala incastonata in una parete, lì, sola soletta, timidamente ancorata sulla roccia. Non avevo letto le relazioni e l’effetto WOW si è intensificato.
Sono sulla luna… o addirittura sono su un altro pianeta.
Sono in Paradiso e adesso sfotto Dante!
Gne gne, preparati, Dante! Ti arriverà una storia su Instagram e te ne pentirai di non essere venuto con me a sferrare.
Dopo quelli che, per convenzione, chiameremo sforzi, succede una cosa terribile: arrivo in vetta e la ferrata finisce. Mi dispiace.
Volevo che durasse di più. Sono ormai le 11:00 e riempio il pancino che brontola.
Foto di qua, foto di là, nebbia di qua, sole di là e si crea un clima grignesco con alcune nuvole che avvolgono la cima. Questa cosa non mi dispiace, perlomeno mitiga il caldo.



Dopo le foto e una piccola pausa, parto verso la seconda meta di questa giornata in direzione Zucco Pesciola. C’è un sentiero attrezzato che percorre la cresta, anche questo non facile, spesso in discesa.
Allo stesso tempo mi parte il mal di testa, risalgo gli ultimi metri del sentiero attrezzato e mi Brufenizzo in vetta, in compagnia della Madonna.
Ho poco tempo e devo iniziare a scendere, ma prendo alcuni momenti per fare qualche discorsetto con la Madonnina e salutarla, con tanto di bacetto.
E proprio allo Zucco Pesciola ho creduto di essere un asino. Qualcuno ha lasciato un messaggio su un sasso, ma dopo averlo letto e riletto, ho tirato un sospiro di sollievo. Menomale che sono femmina, non era per me. Già mi era bastato il messaggio subliminale delle mosche al mattino, adesso mancava pure che mi dessero dell’asino.
“Veraaaaaa, ora dai fuoco alle gambe! Te ne devi andare, su!”
Ho fretta, devo tornare alla base. Sono obbligata a scendere con calma nella prima parte, perché si tratta della discesa nel canale della Madonnina, altrimenti questa guarda dall’alto e mi sgrida.
L’attenzione è al massimo, cerco i passaggi più logici, visto che non vedo bolli a scendere e lo sfasciume regna dappertutto.
Mi rendo conto che questo canale non fa parte del programma di fidelizzazione Esselunga.
Niente punti fragola.
Pazienza.
L’unica indicazione che vedo è alla fine del canale, che sarebbe l’imbocco, per chi sale.
Olrait!
Una volta sul sentiero accendo il motore, le gambe vanno, non senza lamentarsi quando vedono gente che si riposa e prende il sole al Rifugio Lecco, mentre la sottoscritta si squaglia camminando.
Non siate invidiose, gambine, avete già avuto la vostra esperienza fantastica da custodire nel cuore.
Di ritorno alla Bocchetta Pesciola, il sentiero ridiventa normale e noioso. Sento l’afa che sale mentre scendo e capisco subito una cosa: arrivare alla macchina sarà traumatico. Il viaggio senza A/C, poi, sarà il colpo di grazia.
Devo fare in fretta…mi improvviso trailerista dei miei stivali e la cosa non mi piace, ma non ho alternativa. Nei tratti più semplici si corre. Punto!

Quando arrivo infine alla macchina, lo trovo lì.
Lucifero.
Appoggiato alla portiera con un sorrisone maledetto:
«Bentornata nell’Inferno, cara. Ti accompagno.»
Più tardi alla sera telefono a Dante:
«Senti, la prossima volta fatti accompagnare da Virgilio che l’è mei!»
Postumi
Dove
Prealpi Orobie – Gruppo dei Campelli
Linea seguita
Moggio city – Ferrata Minonzio – Zuccone Campelli – Zucco Pesciola – Canale della Madonnina – Moggio city
Dislivello +
1250 m
Sviluppo
E chi se lo ricorda?
Durata
QB per fare tutto quello che ho fatto
Scherzo, il tempo non mi basta mai!
Stato fisico
Disciolta a causa di Lucifero
Ho sudato 7 kit da ferrata
Ho perso più liquidi io di una mozzarella sulla pizza
Stato mentale
Hanno spostato le Dolomiti! Yupi!
Dante, tì te sé un pirla!
Le mosche sanno qualcosa che io non voglio sapere
Modalità
In solitaria
Dante ha dato forfait
Beatrice probabilmente ride di me
Compagni
Le mosche che si posano sulla cacca
Lucifero addetto all’accoglienza del parcheggio
VerA
Impervia










