Il Compleanno Infernale

IL COMPLEANNO INFERNALE

PIZZO DI TRONA – LAGO DELL’INFERNO – PIZZO DEI TRE SIGNORI – LUGLIO 2025

Il giorno in cui sono andata all'Inferno e ci sono tornata volentieri.
Tra santi, diavoli e cani da guardia con le corna.
Lo stambecco era arrabbiato. Io no.

Almeno fino a cinque secondi prima.

Camminavo tranquilla verso il Pizzo dei Tre Signori quando sentii uno sbuffo alle mie spalle. Poi un colpo secco sul terreno. Mi girai.

Lui era lì, a meno di due metri.

Mi fissava come se gli avessi rigato la macchina nel parcheggio di casa.

In quel momento pensai due cose.

La prima: "Che cosa gli ho fatto?"

La seconda: "Auguri, Vera."

Dopotutto era il mio compleanno.


C’erano uno sciur milanese, un veneto e uno svizzero che si contendevano il parcheggio davanti casa. Non lontano c’erano un aspirante santo e un diavolo convinto che si lanciavano dei sassi a raffica. Un regolamento di conti nella Scampia della Val Gerola.

Sono una curiosona. Devo ammetterlo. Sono cresciuta a pane e telenovelas (specifichiamo brasiliane, perché le venezuelane, invece, sono un capitolo a parte). Una buona trama non si disdegna mai, soprattutto quando i protagonisti sono i monti. 
Sì, ma che c’entra? Le montagne sono lì, ferme, impalate! E cosa dovrebbe mai capitare?!
Eh no, invece. Non avete idea di quello che succede quando nessuno le guarda.

Non potevo farmi mancare una bella storiella in occasione del mio compleanno, lo scorso luglio. Bene, grazie alle previsioni del meteo stronzetto l’ho festeggiato il giorno prima. Dicono che porta sfortuna, ma io a questa monella le do del tu, quindi, non me poteva fregà de meno.

Via, si parte verso la famosa località della Val Gerola intrinseca di storia dove, tanti anni fa, un gallo che cantava, trotterellando allegro, inciampò e cadde nel lago. Gli venne la testa di pesce. 

Non sono mai stata nel (parcheggio) Pizzo dei 3 Signori, ma è fine settimana e ho voglia di asocialità. Ed ecco che la soluzione c’è! Il Pizzo Trona! Meno famoso del 3 Signori, più impegnativo. Una cresta con qualche tratto attrezzato e una placca attrezzata. Tratti da arrampicare in libera.
Gnam gnam, la fame di scoperta e di avventura sono garantite.

Il Trona è il palcoscenico di una telenovela di alto calibro, tra santi e diavoli. Insomma, l’eterna lotta tra il bene e il male. Sparatorie, lancia sassi di qua, lancia sassi di là, il santo eremita lancia l’ultimo sasso e travolge il diavolo, che va all’inferno insieme al sasso. Io volevo vedere con i miei occhi se fosse tutto vero e sono andata all’inferno pure io!
Devo dire che non si stava male…anzi!

La risalita al Pizzo di Trona è stata davvero entusiasmante. Mi è piaciuta tanto. Impegnativa, non banale e con quella placca grande, bella in piedi.
Tutto molto bello, a parte l’ultimo tratto prima di attaccare la cresta che mi fa dire tante volte al diavolo, mavafanbagno e altre carinerie di classe. Lei, proprio lei, la sfasciumaglia minuta e tanto ripida che, quasi quasi mi mandava di sotto all’inferno a fare un bel tufo!

Credevo che in discesa avrei fatto un ingresso trionfale, rotolando giù in piscina, ma sono riuscita a contenermi.
Avete presente quando si fa un passo in avanti e due indietro?

Avevo questa ostinazione di dover stare sempre sul sentiero, ma spesso sparivano i riferimenti sullo sfasciume, allora finivo per sentirmi spaesata. Non avevo ancora capito, ma l’avrei compreso a breve che stare fuori sentiero per me non è un problema, è tutt’altro. Quando ti abitui, diventa un modo di vivere la montagna.
Quello impervio.
Bisogna solo smettere di seguire le aspettative altrui. Quelle delle persone, così come quelle dei percorsi classici e segnati. Con consapevolezza, però.

Quando raggiungo la parte iniziale della cresta noto delle formazioni rocciose alla mia sinistra che trovo interessanti. Chissà se sono risalibili? Sono i Dentini di Trona.
Man mano che percorro la cresta con alcuni tratti attrezzati e con una certa esposizione, cresce l’emozione e la sensazione di appartenere a questo mondo selvaggio.

E la placca?
Piuttosto verticale.
Le catene e gli ancoraggi sono vecchiotti, ricordo un ancoraggio saltato in mezzo alla placca, che fa “allungare” la catena. Avrei voluto e ho provato a non usare la catena per un piccolo tratto. D’altronde le catene vecchie non ispirano fiducia. Allo stesso tempo questa placa è abbastanza liscia e poco arrampicabile, quindi le uso lo stesso. 

Ci vuole attenzione a salire e altrettanta a  scendere. La cresta si fa, cerco di seguire bolli, ometti e gli stambecchi guida che mi sussurrano:
«Vieni di qua.»
Certo.
Devo solo ricordarmi che non sono una stambecca come loro e, di conseguenza, non posso salire dappertutto.

Infine arriva il tratto della cresta nord più interessante. Quello dove si usano mani e piedi sulla roccia, senza catene, senza attrezzature, solo qualche bollo o ometto qua e là che cerco di non perdere. 

Finalmente arrivo in vetta, tutta per me! È inutile dire che il panorama era meraviglioso. Il meteo non era poi male! 
Dall’alto vedo il lago d’Inferno, il lago Rotondo, Il Falso Trona, Cima Paradiso, Monte Giarolo… cime selvagge “senza sentieri” che mi attirano, in qualche modo. Prima o poi ci sarà da creare una telenovela anche lì. Magari un giorno, se nel frattempo acquisisco delle competenze più alpinistiche!

Firmo il libro di vetta e mi godo il Pizzo di Trona nella più completa solitudine. Mi viene da sorridere.
Non so se esista un modo giusto per festeggiare il compleanno. Però sono sola, su una montagna selvaggia, dopo una cresta che mi ha fatto battere il cuore e venire le farfalle nello stomaco.
E in questo momento non vorrei essere in nessun altro posto al mondo.

Il percorso di discesa è il medesimo della salita, anche se ci sono delle varianti fuori sentiero che meritano di essere studiate. Curiosamente gli ometti e bolli sono più visibili in discesa. Meglio così, solitamente la discesa è già impegnativa in questo tipo di terreno.

Solo al pensiero di ritornare allo sfasciume odioso mi fa pensare che, quasi quasi, mi lascio andare e rotolo veramente finendo dentro al lago dell’Inferno.
Buona idea, no?
Se non puoi vincere il nemico, mettiti insieme a lui! Cosi dicono…

Sono le tre del pomeriggio, il meteo regge, anzi, è pure migliorato. Io sono giù alla diga.
Ma… basta così?
NOOOOOO! Vado a casa cosi presto? NOOOOOO! Faccio un altro giro? SIIIIIII!

Decido per il giro del Lago d’Inferno, poi si vedrà. Mai presa una decisione così azzeccata! Vedute super! L’inferno e il paradiso insieme. Prima ho osservato per bene il Pizzo Trona e il Falso Trona da questa parte. Poi comincio a fantasticare….non sono mai salita a vedere com’è questo parcheggio dei Tre Sciuri. Quasi quasi, è vicinissimo! Sembra.

Faccio una pausa per raffreddare i bollenti spiriti dei piedi in un piccolo laghetto sotto la bastionata delle ville dei Tre Signori. Mangio e penso “arrivo alla Bocchetta dell’Inferno e decido il da farsi”. Detto, fatto. Decido di salire al Pizzo Tre Signori, regalandomi un bis di cime. Non male per festeggiare, direi!

Alla sfortuna non piace questo fuori programma e invia subito Fantozzi con la sua nuvola a rovinare la festa. Appena inizio la risalita si rannuvola il cielo sopra di me con nuvole basse in vetta. Yupi!
Un bel sentiero con dei cavi / catene in alto, alcuni saltini rocciosi non male. Ho attraversato una piccola chiazza di neve in piano, dunque, senza problemi.
Sono le 17:00 e non c’è più nessuno in giro, a parte un ragazzo che incrocio e saluto. Lui scende.

Bene, arriva la parte emozionante.
Aggiro un grande sasso e mi trovo un cane da guardia di uno dei 3 signori proprio davanti al naso. Con le corna lunghe! Ci guardiamo, ci innamoriamo, io mi fermo, incredula (anche se so che vivono in questa zona). Credo di non aver mai visto uno di questi cani dal vivo! Emozioni mille. Lui si gira e mi da il sedere, o meglio, le “spalle” e mi osserva con la coda dell’occhio. Io vado avanti, incantata, come in una storia delle fiabe. L’incantamento non dura tanto, perché 10 minuti dopo me ne accorgo di un’altro quasi di fianco al sentiero. Questa volta non mi fermo a guardarlo, lui sembra essere tranquillo, per i fatti suoi.
NA NA NA!!!

È adesso che mi prendo uno spavento mentre cammino e sento un colpo per terra proprio dietro di me, come se qualcuno battesse il piede, seguito da una sbuffata sonora.
Ahia, mi giro e ho lo stambecco a meno di due metri di distanza. Questo mi fissa con il muso da pochi amici.

Che cavolo ho combinato?! 

Non so se farmela addosso… ma sento l’adrenalina che entra in circolo. 
Nel dubbio, riprendo a camminare adagio e inizio a parlargli come se fosse un bullo:
«Cosa vuoi da me? Lasciami stare! Oh, fatti i fatti tuoi che io mi faccio i miei.»

E così via… una scena un pò così, perché non avevo idea di cosa fare e sentivo che lui mi inseguiva.
Adesso mi carica ed è la fine… ciao montagne, è stato bello conoscervi.

Avrà avuto pietà di me e ha smesso di inseguirmi poco dopo.
Fiuuuuuu! L’ho scampata questa volta.

Certo è che dopo ho visto tanti altri stambecchi e non avevo la minima voglia di fermarmi a scattare delle foto a loro, chissà perché! Più avanti ho assistito a una scena (stavolta a debita distanza) che mi ha affascinata, due stambecchi che si scornavano.

Finalmente arrivo in vetta al Pizzo Tre Signori e mi prendo il meritato premio.
Dopo il Pizzo Trona, il lago d’Inferno, la fuga dal cane da guardia con le corna, il meritatissimo panora…
Ma.

MA NOOOO!!! Quale panorama?
Su nel parcheggio, al posto della Maserati mi trovo la Panda. E no, eh?!
La prossima volta vado a Courma(yeur).

Postumi

Dove
Alpi Orobie Valtellinesi
Linea seguita
Pescegallo – Lago dell’Inferno – Pizzo di Trona – Pizzo dei Tre Signori – Pescegallo
Dislivello +
1550 m
Sviluppo
19 km
Durata
La mattina è diventata pomeriggio che a sua volta è diventato quasi sera
Stato fisico
Non male
Spero solo di non cadere nel lago
Che non venga la testa di pesce pure a me
Stato mentale
È il giorno prima del mio compleanno (porta iella?)
Il Falso Trona mi tenta
Cerco la soluzione della traversata Falso Trona – Trona sulla settimana Enigmistica?
Il Pizzo dei 3 Sciuri mi provoca
Lo stambecco mi vuole morta?
Modalità
In solitaria
Compagni
Stambecchi guida
Stambecchi pacifisti
Stambecchi gladiatori
Stambecchi che ti inseguono senza motivo

VerA
Impervia

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