La prima Grignetta non si scorda mai

LA PRIMA GRIGNETTA NON SI SCORDA MAI

GRIGNA MERIDIONALE – MAGGIO 2025

Dove ho scoperto che Mordor aveva una vista spettacolare sul Lago di Como.
Pensavo di conoscere la Grignetta.

Mi sbagliavo.

Avevo fatto due volte la Cresta Cermenati.

È un po' come dire di conoscere Roma perché hai visto il parcheggio del Colosseo.

La vera Grignetta era altrove.

Tra creste, canali, guglie, sentieri attrezzati e alieni che sembravano conoscere ogni sasso del pianeta.

Quel giorno ci sono atterrata anch'io.


Per davvero.

La prima Grignetta non si scorda mai!

No, non è vero, è la terza, ma la Cresta Cermenati A/R non conta.
Per me.
Ecco, andava detto. 

Arrivata con la mia navicella spaziale personale detta “Ferrario”, sono riuscita ad atterrare proprio in cima e l’ho lasciata là. Non siamo a Roccaraso, dunque, non credo me la rubino.
Voglio prendere tutto il tempo necessario per esplorare questo pianeta che mi ha fatto ballare l’oeucc e la testa subito al primo appuntamento. Come per dire, l’amore a prima vista esiste e quest’avventura ne è la prova.

Daniele, alieno delle Grigne, praticamente residente e grande conoscitore di questo pianeta, mi ha dato un’idea tutt’altro che banale, e come sono amante dei trekking speciali (non è un caso se sono ispirata dai suoi giri anche in notturna sulle Grigne e non solo) l’ho accolta con molto entusiasmo.
Volevo conoscere la Cresta Sinigaglia. Non mi sembrava male come portale di accesso alla vetta del pianeta Grignetta. In gergo, non mi sembrava male come primo approccio.

Ecco che Daniele mi porta alla perdizione dandomi dei suggerimenti con tanto di indicazioni precise:
«Senti: fai questo bel giro, che è meglio.»
«Ok, Daniele, non dire altro. Sono tutta orecchie! Vai, spara!»

Idea:
Salita – Cresta Sinigaglia Integrale 
Discesa – Sentiero Cecilia, Canalone Angelina, Direttissima

Parlo tra me e me e dico: ma non sarebbe più logico fare il percorso che mi suggerisce come discesa, ma in salita, visto che è la prima volta? 
Naaaaa, Vera hai bisogno di fare pratica a scendere e a disarrampicare dove serve.
Ho pensato, e continuo a pensare, che le prime volte sono le più belle in assoluto. Vai alla scoperta. Esci fuori dalla comfort zone. Si attiva l’attenzione e l’osservazione del terreno in modo più sostanzioso.
Sono convinta, anzi, convintissima.

Via che si fa tardi e parto con le sue indicazioni preziose memorizzate nella mia testolina e in un piccolo bloc-notes, che non si sa mai. Porto anche l’imbrago e una longe per sicurezza (che poi sono rimasti nello zaino).
Che dire? La meraviglia dal primo all’ultimo passo. La voglia di scoprire con i miei occhi l’inizio esatto della cresta Sinigaglia e lo stupore, appena comincio a vedere i vari torrioni e i Magnaghi da vicino.
Un sogno, questo pianeta!

È piovuto il giorno prima, il meteo sembra essere dalla mia parte, a parte alcune nubi basse di passaggio che danno un fascino grignesco al pianeta incantato. Non ho mai pensato di dire una cosa simile, da viziata che vuole solo il sole.
Sono una bambina che cerca tutti i punti salienti indicati da Daniele, tento di stare sempre sul filo di cresta, a parte un punto delicato in cui bisogna scendere un pochino, perché esposto ed il passaggio non è semplice. C’è da usare bene manine e piedini.

Finalmente conosco il famoso Salto del Gatto, con poca neve e aggirabile. Dopo vedo la croce in vetta al Torrione Magnaghi Settentrionale e chiaramente voglio fare la deviazione per arrivare alla croce. Peccato che, proprio in quel momento, c’è una nuvola e non vedo nulla dall’altra parte.
Il panorama mi ride in faccia con un ghigno: «Eheh, cara fanciulla, il panorama oggi lo vedi domani.»

Ritorno sulla via e mi diverto non poco con la successione di catene, che cerco di usare il meno possibile, voglio usare bene le mani e arrampicare sulle roccette.
Arrivo alle ultime catene della paretina sotto la vetta e succede qualcosa di strano. Mi ricordo che ero andata a vedere questa parete dall’alto nello scorso dicembre e mi sembrava una parete mastodontica, dantesca (allora non facevo i percorsi attrezzati e ancora per poco). Metri e metri completamente verticali e io che pensavo: Wow, ma sarò capace di percorrerla un giorno?

Ecco, adesso non mi sembrava nulla di così straordinario. Non banale, sia chiaro, ma non vedevo tutta questa imponenza di dicembre. Avrò i sensori della percezione visiva con un problemino, dopo che ho iniziato a frequentare ambienti un po’ più movimentati.

E niente, mi diverto a salire quasi senza toccare le catene (attenzione, non voglio incoraggiare nessuno a non usarle, sono lì apposta e menomale).
Una volta in vetta sono felicissima e ritrovo la mia navicella spaziale intatta, non senza un accurato check.
In vetta alla Grignetta incontro dei ragazzi che conosco dai social e ci divertiamo a chiacchierare su questo pianeta magico!

È ora di scendere. Inizia il percorso, non meno spicy del primo, ma in discesa, fatto per la prima volta e in solitaria, ha tutt’altro sapore.

MADONNAAAAAA! 

Meraviglioso è dire poco. Impegnativo, ma stravolgente, mi riempie il cuore, i polmoni, la mente, l’anima, lo spirito. Tutto.
Ero in continua scoperta, una bambina che va nel paese delle meraviglie, solo che non si chiama Alice. E non sto esagerando.
No, dai, esagero si. Diciamo che più che Alice mi sento Dana Scully in X-Files, che con il suo collega Fox Mulder andavano a caccia degli alieni. Non so come mai non gli sia venuto in mente di fare un salto in Grignetta in Italy per ritrovare quello che cercavano cosi arditamente? Doveva arrivare la sottoscritta a mostrargli la via?!

Dopo le catene e il primo pezzettino della Cermenati, giro a destra verso il sentiero attrezzato Cecilia e man mano che scendo vedo alle mie spalle parte della magnifica cresta Segantini. Chissà se un giorno avrò l’opportunità e la capacità di percorrerla. Mi auguro di sì.

Ed ecco che entro nel regno di Sauron! Sono catapultata a Mordor con le sue mille guglie e il paesaggio lunare. Beh, a saperlo portavo io l’anello.
«Frodo, tu stai a casina!»

Solo che a differenza del film, qui abbiamo il lago più bello del mondo proprio davanti agli occhi! Ma io non ho parole, e in discesa la vedo come se fossi davanti allo schermo del cinema. Ma è la realtà in 8K.
Non so se ho voglia di piangere o di ridere (o tutte e due), so soltanto che sono pienamente felice!

Una volta al Canalone Angelina non trovo assolutamente nessuno e scendo piano piano, seguendo i bolli, anche se in discesa non sempre li vedevo e qualche volta capivo di sbagliare (idem in un paio di punti della Direttissima). Disarrampicata fatta, bell’allenamento, nessuno in giro.
Pace assoluta.
Il silenzio. 

Ora sulla Direttissima il cielo sembra molto stabile (ma anche prima) e vedo che è tutto un lungo traverso. Ma non era una direttissima?
Scopro anche perché si chiama Direttissima. Io mi aspettavo una discesaccia verticale spaccaginocchia. Invece il nome deriva semplicemente dal fatto che è il collegamento più diretto tra il Rifugio Porta e il Rosalba (o meglio, il Colle Valsecchi).

Bene, continuo sempre in mezzo al regno di Mordor con le sue guglie meravigliose e mi viene in mente che… ci sono le scale e il caminetto… e dove sono?!


Vera, non chiedere altro, eccole, servite!

Arriva questo punto iconico e molto piccante (tenendo in considerazione che è la prima volta e in discesa).
La prima scala è andata.
La seconda scala, wow, vedo l’inizio, ma non vedo la fine! Ci sarà una fine, ho visto anche delle foto. No?
Ehm, me l’aspettavo più ancorata in basso, è stata una bella sorpresina. Un luogo magico, immagino come sarebbe stato anni fa quando non c’erano ancora le scale. Emozionante! Dopo mi dedico al traverso attrezzato e proseguo.

Arrivo finalmente in una parte del sentiero dove si scende, è molto ripido. Penso di tirare fuori i bastoncini per aiutarmi (che non voglio scivolare), ma non dura tanto e rimangono nello zaino a dormire, insieme all’imbrago.
Infine finisco questa discesa per me adrenalinica ed entro nel breve tratto di bosco ormai ai Piani dei Resinelli. Quest’ultima parte dove camminavo praticamente in piano, mi sembrava di essere alla spa a rilassarmi. Veramente, dopo la fatica e l’impegno!

Passo dal Rifugio Porta e arrivo alla macchina che mi aspetta, sola soletta.
Non ho parole per questa giornata.
A voi le foto.

P.S.:ho in mente di invitare a cena Scully e Frodo. Magari anche Gandalf. Tanto gli alieni ormai so dove trovarli.

Postumi

Dove
Prealpi Lombarde – Grigna Meridionale
Linea seguita
Piani Resinelli – Cresta Sinigaglia Integrale – Vetta – Sentiero Cecilia – Canalone Angelina – Direttissima – Piani Resinelli
Dislivello +
Quasi 1000 m
Sviluppo
Non me lo sono domandata
Durata
Finché la Grignetta non mi ha restituita alla Terra
Stato fisico
Aliena wannabe
Stato mentale
Gasata è dire poco!
Mai ignorare un alieno delle Grigne
La seconda scala ha un fondo?
Sto radunando la Compagnia della Grignetta (Gollum non lo invito)
Alice è rimasta a casa. Ci va Vera.
Modalità
In solitaria
Compagni
Il casco storto
Le nuvolette birichine
La mia navicella spaziale parcheggiata in vetta
Cecilia & Angelina
Teresita
Il fungo
Qualche camoscio guardone
Missing: Mulder & Scully!

VerA
Impervia

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